Ipnosi Dinamica ® Comparata

A cura di Alessandra Bertelli e Samuela Stano



IPNOSI - IL PERIODO ODIERNO

Grandi ed illustri nomi hanno contribuito allo studio del fenomeno "ipnosi", creando nuove tecniche e contribuendo ad approfondire la sua conoscenza. L'oggi è però caratterizzato, sia nel campo delle induzioni che in quello della ipnosi, dalle intuizioni di Stefano Benemeglio, nostro Caposcuola. Si devono a lui, infatti, nuovissime e rivoluzionarie tecniche di induzione, basate sulla Comunicazione Non Verbale (senza quindi l'uso della parola) e sul "Simbolismo", che hanno aperto nuovi orizzonti allo studio della mente umana.
Queste intuizioni e queste tecniche rappresentano inoltre la genesi delle "Discipline Analogiche".


I QUATTRO PILASTRI DELL'IPNOSI

In sintesi possiamo dire che i quattro pilastri dell'ipnosi sono indubbiamente Franz Mesmer che ha scoperto l'influenza ipnotica dell'energia, Sigmund Freud che dell'ipnosi ha dato un'interpretazione psicoanalitica identificando nei "turbamenti" gli agenti ipnotici e gettando le basi dell'ipnosi quale dialogo verbale, Milton Erickson -presidente e fondatore della "Società Americana di Ipnosi Clinica"- che fu il primo a vedere l'inconscio come qualcosa di completamente distinto e separato dalla mente conscia con la sua specifica consapevolezza e Stefano Benemeglio che ha scoperto la "comunicazione analogica non verbale" quale strumento che permette di comunicare con la sfera emotiva della persona attraverso segni e gesti utilizzati dall'operatore che così riesce ad arrivare allo stato ipnotico comunicando direttamente con l'"Io" profondo della persona.

Se Sigmund Freud ha scoperto l'inconscio, Stefano Benemeglio ha scoperto come comunicare con l'inconscio come se fosse un "ente presente", riuscendo quindi ad interagire e a negoziare con "lui" attraverso un dialogo relazionale in cui l'ipnosi diventa comunicazione e la comunicazione diventa ipnosi.

Dopo Erickson la continua ricerca di Stefano Benemeglio sul comportamento umano e sulla comunicazione ha dimostrato come toccamenti, gesti, segni, suoni, rumori o variazioni della postura siano messaggi strutturati secondo un codice definito "analogico" molto simile a quell'insieme di principi che Sigmund Freud identificò nella produzione dei sogni, atti mancati e lapsus.

A differenza dell'ipnosi tradizionale, quella dinamica ideata da Stefano Benemeglio esclude le suggestioni verbali ed usa invece la "comunicazione analogica non verbale" che permette di comunicare con la sfera emotiva della persona attraverso segni e gesti utilizzati dall'operatore che rappresentano potenti archetipi simbolici. In questo modo si arriva rapidamente allo stato ipnotico e si comunica più direttamente con l'"Io" profondo della persona.

Attraverso l'"Ipnosi Benemegliana", quella dinamica, si può quindi fare regredire il soggetto nel proprio passato per identificare la causa del suo malessere. È il soggetto stesso che orienta l'operatore verso la corretta identificazione di questa causa: una collaborazione attiva che porta a scoprire l'"antefatto", cioè l'evento traumatico causa della sofferenza di oggi e il periodo in cui si è verificato.
Nell'"Ipnosi Dinamica" i veicoli usati per comunicare con l'inconscio sono la comunicazione non verbale e il simbolismo comunicazionale (che verrà trattato nel prossimo livello del Master in Ipnosi Benemegliana) rappresentato dai tre segni geometrici Asta, Cerchio, Triangolo, che diventano affascinanti sistemi induttivi. Con l'"Ipnosi Benemegliana" i contenuti simbolici dei tre segni che rievocano archetipi paterni, egocentrici e materni rappresentano lo strumento per trovare la chiave di accesso immediata e diretta per stimolare l'emotività del soggetto e indurre in tempi brevi lo stato di ipnosi, arrivando rapidamente al "turbamento originario" della persona.


IPNOSI DINAMICA COMPARATA

Ancor oggi il termine ipnosi, il cui etimo "ipnos" significa letteralmente "sonno", indica uno stato diverso dal sonno fisiologico, in quanto si tratta di un sonno biologico adattivo, ossia un fenomeno nel quale la persona vive uno stato ipnotico, ben diverso dal sogno, per adattarsi e reagire alla realtà circostante. Sotto questo aspetto l'evento ipnotico può definirsi multiforme, in quanto si possono avere diverse forme di "trance ipnotica" (o braidismo, ossia uso terapeutico dell'ipnosi, dal nome di J. Braid , medico inglese della prima metà dell'800, che occupandosi della fisiologia del sistema nervoso, diede validi contributi sul magnetismo animale) quale effetto della relazione fra ipnotizzatore ed ipnotizzato: in passato tale evento, infatti, veniva considerato principalmente come un'analisi e controllo nell'ipnotizzato degli effetti conseguenti a ciò che gli era stato indotto prima (infatti l'operatore agiva senza conoscere le dinamiche e ponendosi nella prospettiva del "facciamo così e vediamo cosa accade…").

Le teorie psicanalitiche del passato operavano a posteriori e non fornivano indicazioni precise sul come realizzare proiezioni per indurre l'ipnosi. Per esempio, il neurologo francese Hippolyte Bernheim considerava l'ipnosi come uno stato alterato della coscienza prodotto dalla suggestione; al contrario il neuropsichiatra Jean Martin Charcot riteneva l'ipnosi una condizione anomala, patologica, ben diversa dal sonno, e riscontrabile in particolare nella persone predisposte all'isteria.
L'ipnosi dinamica benemegliana, rispetto agli antecedenti tipi di ipnosi, si presenta nuova e singolare, in quanto mentre le altre tendono a creare uno stato di rilassamento nella persona, essa mira non a sopire l'individuo, bensì a creargli tensione emozionale per meglio sollecitare la sua parte inconscia.
Pur affondando le sue radici nella psicologia dinamica, di tipo analitico, se ne differenzia in quanto non solo conosce l'azione ipnotica ma ne prevede pure gli effetti successivi.

Di conseguenza, rispetto al fenomeno ipnotico tradizionale, si presenta quale verifica, ossia dispendio della energia accumulata in fase induttiva; per questo può essere considerata originale, in quanto con essa il fenomeno ipnotico è una condizione transitoria e mutevole, soggetta a continuo cambiamento evolutivo e nei confronti della quale l'operatore si fa promotore, aiutando la stessa persona, in cui viene indotta, non a fermarla, ma a dirigerla e controllarla abilmente. Da questo aspetto emerge anche un'altra sua caratteristica innovativa: il prescindere dalle scale di ipnotizzabilità. Rispetto al passato, in cui si operava una distinzione fra persone più o meno ipnotizzabili, l'ipnosi dinamica può essere realizzata con tutte le persone indistintamente ( eccetto gli schizofrenici, in quanto…).

Richiamando Milton Erickson, che può essere definito il primo studioso analogico della ipnoterapia, avendo valorizzato anzitutto la soggettività del cliente e l'aspetto complementare della relazione , l'ipnosi dinamica si focalizza sulle esigenze soggettive della persona, ma in modo altamente originale, perché le considera nella loro completezza, tenendo conto delle istanze inconscie e non solo di quelle razionali (considera infatti tanto il verso quanto l'inverso).
Ne consegue che all'operatore analogico non serve sapere di più di quello che osserva nell'interlocutore, il quale, non dimentichiamolo, parla, al di là dell'espressione verbale, tramite il verace e limpido linguaggio analogico della sua parte inconscia. In tale prospettiva l'ipnosi dinamica si differenzia totalmente da tutte le precedenti modalità ipnotiche evitando la direttività (con la quale in passato l'autorevolezza dell'ipnologo determinava in forma coercitiva, con situazioni induttive, l'agire della persona ipnotizzata). Basandosi sull'aspetto emozionale, infatti, essa dà voce alla parte più profonda del sé ( all'io bambino) ed agli eventi vissuti nel passato, perché progressivamente si raggiunga consapevolezza personale e delle relazioni di causa effetto caratterizzanti gli eventi della vita quotidiana, così da saperla gestire al meglio e serenamente in modo armonico con se stessi e con gli altri.

In tale prospettiva, essendo fondata su un'azione induttiva di sensibilizzazione e carico tensionale dell'intelligenza emotiva, richiede, al di là di ogni stereotipata procedura, una significativa relazione soggetto-operatore, al fine di raggiungere validi risultati. Non dimentichiamo poi che questo tipo di ipnosi nel momento in cui viene appresa correttamente può essere addirittura autoindotta dal soggetto che la può impiegare per meglio comunicare col proprio inconscio e liberarsi pertanto di tutti quei vincoli che gli impediscono di conseguire il proprio equilibrio interiore.

Volendo sintetizzare ancor meglio le caratteristiche dell'ipnosi dinamica benemegliana confrontandola con altre tipologie di ipnosi può essere utile considerare il successivo schema sinottico.

Tipologia IPNOSI TRADIZIONALE
(o direttiva)
IPNOSI ERICKSONIANA
(di Milton Erickson)
IPNOSI DINAMICA
(di Stefano Benemeglio)
Caratteristiche specifiche - crea stato di rilassamento nel soggetto
- impiega modalità d'azione basata su testi rigidi predefiniti per attuare l'induzione: fondamentale l'impiego sapiente della voce che segue i diversi passaggi operativi
- impiega la ripetizione
- favorisce l''ampliamento del campo affermativo
- l'operatore che la attua deve possedere autorevolezza, sicurezza e determinazione.
- crea rilassamento nella persona
- si focalizza sulle esigenze della persona
- impiega la parola logica e la voce
- riconosce l'importanza del setting operativo
- risulta pragmatica rispetto alle conoscenze e tecniche impiegate (perché la persona non è statica e conta ciò che si può osservare
- promuove un approccio non tecnicistico ma relazionale: su tale piano l'operatore non accentua il proprio ruolo, imposta la relazione con atteggiamento di simmetria
- sostiene a azione permissiva, senza alcuna forzatura
- impiega il mirroring: tecnica di rispecchiamento per realizzare empatia con ripetizione a specchio degli elementi verbali o non verbali della persona.
- crea tensione emozionale nel soggetto
- considera l'evento ipnotico non anomalo
- considera l'evento ipnotico una condizione mutevole e transitoria e pertanto dinamica
- impiega non strumenti logici bensì strumenti analogici quali:
la comunicazione non verbale con i suoi 4 canali ( prossemica, cinesica, paralinguistica, digitale)
la simbolica
la comunicazione analogica.
- non considera le scale di ipnotizzabilità
- si caratterizza per una fase induttiva con accumulo di energia rigenerabile nel percorso
- costituisce pure uno strumento di verifica per l'operatore della sua iniziale attività induttiva di sensibilizzazione dell'inconscio e carico tensionale nel soggetto.
Elementi significativi impiegabili in modo comune

"L'IPNOSI È COMUNICAZIONE"
- L'operatore deve dare un input ;
- favorisce la produzione di visualizzazioni e fenomenologie.
- mira a realizzare maggiore profondità di trance al fine di ottenere risultati efficaci
- Riconosce la soggettività dell'altro
- dà fiducia all'inconscio e lo ringrazia per la collaborazione
- imposta una relazione simmetrica con la persona
- promuove intervento delicato, paziente e costante
- l'operatore evita esagerazioni ed enfatizzazioni del proprio ruolo (per favorire maggiore relazione con la persona)
- favorisce la voce dell'operatore in quanto più ipnotica di molti altri strumenti
- Negoziare con l'inconscio
- definire focus/obiettivo per guidare la persona a migliorare la sua situazione
- operare ricalco per superare parte logica, creare empatia e guidare la persona
- sostituire l'operatore alla fonte stimolante
- affrancare la prassi induttiva da ogni procedura stereotipata
- favorire il ricalco comportamentale

Per richiedere maggiori informazioni o fissare un incontro con lo specialista
chiama il nostro Numero Verde
Numero verde
o compila il modulo che trovi nella pagina dei Contatti