
Sconfiggi ansia e attacchi di panico con l’ipnosi.
Riprenditi la tua serenità.
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ANSIA, PAURA, ANGOSCIA, ATTACCHI DI PANICO
Ansia, angoscia, paura, attacchi di panico sono i tipici disturbi dell’emotività. Per l’individuo però possono diventare un vero e proprio blocco che non permette la realizzazione di una vita serena e regolare.
Oggi con l’ipnosi è possibile risalire all’origine di questi disturbi, rimuovendo quei conflitti emotivi che li hanno causati.
La causa di tali problematiche risiede spesso nella fase dell’adolescenza e riguarda esplicitamente conflitti comportamentali vissuti a suo tempo. Il percorso con l’ipnosi permette di far riaffiorare a memoria queste rappresentazioni a forte carica affettiva dimenticate o rimosse.
Un volta che questi conflitti interiori vengono sciolti, attraverso l’aiuto dell’esperto, i sintomi del malessere non hanno più ragione di esistere.
Comunicare con l’inconscio è il modo migliore per ritrovare se stessi e per ottenere dei risultati immediati e duraturi che permettano al soggetto di tornare protagonista della sua vita, senza rimanere in balia di paure e ossessioni.
La serenità si può ritrovare semplicemente comunicando con se stessi.
Clicca qui per leggere di più sulle cause dei disturbi dell'emotività »
Fanno parte dei tipici disturbi dell’emotività. Rappresentano dei veri e propri vincoli emotivi che bloccano gradualmente l’individuo nell’espletamento delle proprie funzioni.
La causa di tali problematiche emotive risiede nel vissuto adolescenziale dell’individuo all’interno della famiglia d’origine e riguardano esplicitamente conflitti comportamentali vissuti a suo tempo.
Il conflitto comportamentale porta la persona a una drammatica scelta: o prevarica il pensiero genitoriale entrando in conflitto con il genitore causa, oppure rinuncia al proprio piacere, ai propri sogni, alle proprie aspettative. Stessa cosa vale nei confronti di persone significative nella vita dell’individuo: o prevarica il vincolo o rinuncia.
Se l’individuo decide di prevaricare il vincolo imposto entra in conflitto con il genitore o con la persona significativa che lo rappresenta, se invece attua la rinuncia al piacere si risparmia il conflitto con gli altri ma entra in conflitto con se stesso ossia con la propria parte emotiva istintuale.
Il vincolo o il presunto impedimento, imposto direttamente o indirettamente dal genitore o dalla persona significativa obbliga l’individuo alla rinuncia del proprio piacere e inevitabilmente lo porta ad un conflitto. Più forte è il conflitto e più forte è il vincolo emotivo che lo governa. Un eccessivo conflitto emotivo si può dunque trasformare in ansia, paura, angoscia fino a sfociare in veri e propri attacchi di panico e divenire un disturbo dell’emotività o del comportamento.
Se l’individuo accetta il vincolo, lo giustifica e rinuncia al suo piacere allineandosi così al ruolo istituzionale imposto. Se l’individuo non accetta il vincolo imposto non giustifica le motivazioni alla rinuncia e adotterà così un ruolo trasgressivo e prevaricante. In sintesi, nel momento in cui esplode il conflitto comportamentale, l’individuo si trova inevitabilmente a subire comunque il problema, sia che giustifichi e sia che non giustifichi la persona significativa responsabile direttamente o indirettamente del vincolo stesso.
Se l’individuo non ha giustificato il vincolo imposto dal genitore o dalla persona significativa ogni tentativo prevaricante il vincolo sarà ostacolato da due possibili impedimenti riflessivi causa del giudizio critico espresso da se stessi o da altri sul proprio comportamento o scelte decisionali.
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