L’uomo utilizza due forme di comunicazione, connesse e inscindibili, quella logica e quella analogica. Mentre la comunicazione logica si serve delle parole, la comunicazione analogica è per lo più non verbale, rappresenta un sistema di comunicazione composto da gesti, segni, variazioni nella posizione del corpo e un vasto numero di atteggiamenti mimico-emozionali.
La parola costituisce quindi soltanto uno degli strumenti di cui ci serviamo per dialogare con i nostri simili; in termini percentuali non rappresenta che una modesta componente del linguaggio globale che è invece costruito su una composita e variegata serie di modalità espressive mediante le quali l'uomo proietta messaggi ed emozioni di ogni genere e che spesso addirittura prevaricano la parola sino a sostituirne la potenza.
La conoscenza della comunicazione non verbale permette di scoprire i segreti più intimi di se stessi, delle persone care e dei propri interlocutori e in una normale conversazione rivela un linguaggio “al di là della parola”.
La posizione del corpo, i segni e i gesti che l'individuo esprime durante un pensiero e durante un dialogo non sono casuali, ma correlati ai suoi stati emotivi. Toccarsi in determinate zone del viso, accarezzarsi le labbra, toccare oggetti in un certo modo e tanti altri segnali opportunamente classificati, permettono all'esperto della comunicazione non verbale di scoprire i dinamismi che governano il comportamento umano.
La grande rivoluzione della Psicologia Analogica ha permesso di utilizzare la comunicazione non verbale per attivare le leve emotive dell’individuo coinvolgendolo in una comunicazione interattiva. La Comunicazione non verbale può quindi diventare uno strumento in grado di cambiare in meglio la comunicazione con il mondo che ci circonda.
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